Lifestyle
COMFORT VISIVO.

Perché facciamo finestre così grandi.

Il benessere interno è dato non solo dal comfort termico ed acustico, ma anche dal comfort visivo, ossia dallo stato in cui una persona può svolgere nel miglior modo possibile i diversi compiti all’interno di un’abitazione.
“UNA SCARSA ESPOSIZIONE ALLA LUCE NATURALE RENDE TRISTE IL 15% DELLE PERSONE”
I benefici della luce naturale non possono essere riprodotti artificialmente. Solo la luce del sole può aiutarci a sentici pieni di energia e in salute.
L’illuminazione naturale è considerata la principale responsabile del comfort visivo; un’inadeguata illuminazione causa sensazione di malessere generale e stanchezza agli occhi.

L’illuminazione di un ambiente deve svolgere fondamentalmente tre funzioni:

  • sicurezza: deve consentire lo svolgimento dell’attività ed il movimento in condizioni di sicurezza
  • prestazione: deve consentire lo svolgimento del compito visivo in condizioni ottimali
  • comfort: deve garantire un ambiente interno confortevole

Sin dalla fase progettuale è opportuno prevedere adeguati livelli di comfort visivo, definendo attentamente:

  • la collocazione, l’orientamento e le dimensioni dell’edificio
  •  l’ubicazione delle finestre
  •  il controllo delle riflessioni e degli abbagliamenti
  •  la previsione di schermature

La luce migliore è quella naturale, perché riproduce i colori fedelmente, giova al benessere psicofisico delle persone ed è gratuita.

LA FORZA DEll'ILLUMINAZIONE NATURALE

L’illuminazione naturale costituisce una risorsa importante per la progettazione e la realizzazione di edifici energeticamente sostenibili e qualitativamente confortevoli. Inoltre, un’adeguata illuminazione diurna ed un’integrazione ottimale di luce naturale/artificiale possono contribuire in maniera significativa al risparmio energetico negli edifici.

Il comfort visivo dipende non solo dal livello dell’illuminamento interno, ma include anche il rapporto visivo che si ha tra l’interno verso l’esterno. Pertanto le finestre non solo devono procurare la luce necessaria per svolgere un’attività, ma anche consentire la vista dell’esterno. 

Il fattore di luce diurna

Indipendentemente dal rispetto dei rapporti aero-illuminanti di legge, il fattore più indicativo del livello di illuminazione naturale di un ambiente interno è il fattore di luce diurna: esso esprime il rapporto fra l’illuminamento in un punto all’interno dell’edificio e quello che si avrebbe in assenza dell’edificio stesso.

Quindi è evidente che il fattore di luce diurna (DF) serve anche a dimostrare se le scelte progettuali sono state più o meno corrette per lo sfruttamento della luce naturale esterna. 

I nostri edifici rispondono sempre per la zona giorno almeno a uno dei seguenti requisiti:
Fattore di luce diurna> 2%
Rapporto illuminante> 1/5
Parete esterna con percentuale trasparente (finestrata)> 70%